giovedì, 07 febbraio 2008
Time: 22:14
Tags: musica, karaoke
Dedico volentieri il testo di Antropophagus a chi lo cercherà nel web per copia-incollarlo nel proprio blog perchè scriverselo no, è troppo sbatti cioè.
Alla Stazione c'è un bel sole come in altri posti. Amore mio dolcissimo. C'è un verme nel caffè. Per punizione c'è l'hamburger. Ci spingiamo. Abbiamo barbe. Abbiamo fede. Abbiamo sputi. Abbiamo buchi sul gilet. Siamo accampati sull'aiuola. La colomba morta vola. C'è una rissa. Bottigliate in faccia. Vuoti a perdere. Guardiamo i treni e gli aeroplani. Russi e lituani. Ci scambiamo la Peroni e un po' di tonno in scatola. Abbiamo il sushi. Abbiamo il vino. Spezziamo il pane e la schena al cane. There is no sushi. No Corso Como. Ci piace l'Uomo. Non c'è sindacato. Non c'è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte. Muoio. Ho fame, amore mio. Dice il governo che è passato ormai l'inferno. E ti ho sposato. Qui. Fra i topi neri e i fiori. Il cranio ti ho baciato. Alla Stazione c'è un bel niente come in altri mondi che sono possibili. Per me, per te, per chi altro arriverà. Perciò pranziamo e poi pisciamo contro i muri di Milano.Controvento ci sposiamo. Oggi si vola. Oggi si va. Mangiamo a pezzi i nostri figli. E qualche avanzo lo incartiamo dentro un foglio di giornale. Prima o poi ci servirà. Amiamo l'uomo e il suo sapore. I signori e le signore. Il loro eterno roteare. Come agnello nel kebab. Abbiamo il sushi. Abbiamo il vino. Spezziamo il pane. La schiena al cane. There is no sushi. No Corso Como. Ci piace l'Uomo. Non c'è sindacato. Non c'è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte. Muoio. Ho fame, amore mio. Dice il governo che è passato ormai l'inferno. E ti ho sposato. Qui. Fra i topi neri e i fiori. Il cranio ti ho mangiato.
domenica, 28 ottobre 2007
Time: 17:24
Tags: musica, karaoke, impopolarità , the fiery furnaces
sabato, 20 ottobre 2007
Time: 10:57
Tags: musica, the new pornographers
giovedì, 11 ottobre 2007
Time: 21:32
Tags: musica, karaoke, marlene kuntz, impopolaritÃ
Niente oggi sembra favorevole: gira il mondo con ostilità, ogni impressione mi fa debole e sento dentro solo sfiducia. Basse le nubi che opprimono; fredda, aliena e bieca la città. Pensieri e gorghi bui mi assediano con la loro azione sudicia. Domani tutto si risanerà, la vita ritornerà gradevole. Ma ora, in fondo alla voragine, è dura. Dura come non è stata mai. L'inizio è stato pura paura per la mia incolumità: gli ho dato il nome della sventura e l'ho tradotta in solitudine. Siamo tutti soli? mi son chiesto poi, sentendo il peso della sconfitta. E una spirale malinconica mi ha dato in pasto all'inquietudine. Domani tutto si risanerà e il mondo tornerà piacevole. Ma ora, in fondo alla voragine, è dura. Dura come non è stata mai. E tu, mondo, come stai? E in che direzione andrai? E anche tu, uomo, come stai ingordo, coi tuoi guai? ma che domande stupide, beh, domani passerà. Prendo mio figlio a scuola, noi camminiamo piano. Il suo ventre un po' gli duole, tengo stretta la sua mano, poi gli sfioro il capo e penso proprio che è vero: la gente non è buona come canta il re corvo nero. Domani tutto si rasserenerà e anch'io tornerò socievole, ma ora, in fondo alla voragine, è dura... dura. Come non lo è stata mai. E tu, mondo, come stai? E in che direzione andrai? E anche tu, uomo, dove vai ingordo, coi tuoi guai? Ma che domande stupide.
Domani passerà.
E' una coincidenza di quelle, che quando capitano suscitano riflessioni, che i Marlene Kuntz sebbene con un album assai inconsueto mi conquistino ancora. Insomma, in un periodo di pessimismo cosmico e oggettivamente esistenzialistico-figliodiputtanico-decadente che logora, trovo in un testo di Godano lo stato d'animo che è il mio e da qui gli stimoli per ascoltarlo tutto, questo cidì, che arrivo a definire bellissimo. Non escludo eventuali future classificazioni degradanti, quando ricomincerò a vivere, domani quando passerà per dirla con lui, quando sarà come ascoltare dei negramaro con due lire di stile in più. Ma non diciamo stronzate su, i negramaro fanno cagare e il paragone non reggerà nemmeno allora. Ma così, per dire. E proprio in questi giorni se ne parlava di cose, di voragini e di un eventuale domani, nel quale nemmeno Godano crede, quel domani passerà è uno squallido tentativo di autoconvincimento, anzi no perchè nemmeno incitare se stessi dà stimolo, è una citazione di ciò che si dice per circostanza a chi è ridotto male. Domani passerà. Passerà tua sorella, anzi quella se la passano non passa, lei subisce l'azione. E sai cosa ti dico, questo album dei Marlene non è granchè. Restano parole così che, è innegabile, possono rendere partecipe un poveraccio come me che si mette a fare l'analisi del testo di una canzone, la sua abilità di scrittore si rafforza di giorno in giorno ed è un bene che i giovani possano ascoltare congiuntivi e sinonimi, Godano in realtà incide piccoli audio-book, i suoi album sono audio-Bignami, ecco. E so che anche Isolde prima di tornare al fondo riflette sulle direzioni, se la prende con la spirale malinconica ma è lei stessa a non volerne uscire, lamenta l'ostilità degli eventi e poi torna ai suoi pedali infernali, gnik gnik, a cercare la direzione giusta. Ma sta sempre ferma, sembra me, ferma ma suda un casino e sotto sempre gnik gnik, tutto ciò immobile, e l'immobilità è una sconfitta in ogni caso. E c'è sto gnik gnik che solo a pensarci mi dà i nervi, non ne posso più, la smetta di agitare gli arti per favore e si ascolti questo album dei Marlene Kuntz piuttosto, che tutto sommato fa cagare. Ma ci sarà da riparlarne eventualmente.
mercoledì, 19 settembre 2007
Time: 20:10
Tags: musica, the fiery furnaces
Time: 19:53
Tags: musica, spoon
domenica, 19 agosto 2007
Time: 10:32
Tags: musica, the new pornographers
venerdì, 29 giugno 2007
Time: 19:23
Tags: musica, live, levibrazioni
















(edit:7/7/07)
live alla cascina monluè, 26 giugno 2007.
sabato, 02 giugno 2007
Time: 12:39
Tags: musica, lancia
quando ci si scontra con le intersezioni capita che ne nasca un blog. dunque, nel primo video da solista di Emma Pollock compare una Lancia Fulvia coupè, un'auto che ha fatto epoca nel decennio a cavallo tra i '60 e '70. la meccanica semplice e affidabile e la linea sportiva hanno conquistato i giovanotti rampanti di allora, ne hanno vendute un sacco, per molti è stata la prima auto che non si scorda mai; anche mio padre non riuscì a farne a meno - ne ha possedute due -, da sempre la rimpiange ed è colpa sua se oggi ho il pallino per le Lancia storiche. quelle costruite fino agli anni '80. e scovare una Fulvia nel video (qui sotto) mi ha tolto il fiato. aspettavo con ansia l'album di questa donnina ex Delgados, e nel primo singolo mi infila una Fulvia. se non sono intersezioni queste. e ho ripensato alla chiacchierata con Andrea e Emma nel dicembre 2004, lei ci raccontava della passione sua e dei suoi amici per le piccole cose vintage made in Italy, all'epoca cercavano una Fiat 500 e misero anche un annuncio su secondamano...
mentre il padre cerca una Fulvia coupè prima serie, il figlio spera che i piani Fiat per il futuro del marchio Lancia mantengano le promesse, e portino alla realizzazione della nuova Fulvia coupè omaggio alla storica, entro l'anno prossimo. sotto alcune foto del prototipo realizzato nel 2003, che tale e quale potrebbe essere prodotto in serie. una figata, senza troppi fronzoli ed elettronica, se chiedessero le prenotazioni per una produzione numerata sarei il primo della lista.



sabato, 26 maggio 2007
Time: 14:04
Tags: feticci, tennis, impopolaritÃ
un feticcio per collezionisti, l'ultima volta del Calippo su un campo da tennis tanto tempo fa. in 8 secondi il campionario dei colpi che lo hanno reso celebre nella bassa: rovescio a una mano giocato coi piedi piombati, diritto scoordinato in allungo - tradito dal rimbalzo della palla, su tartan -, e senso della posizione nel gioco sotto rete.
disponibile per match amichevoli, no perditempo, solo professionisti. contattare ore pasti.
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